Daniel Espinosa – LIFE
– L’ennesima copia sbiadita di Alien.
- Il modo in cui viene messa in scena l’emozione della scoperta della vita “aliena”.
- Per niente originale.
- Montaggio confusionario e scorretto.
QUALCHE PAROLA (A CALDO):
Life, film del 2017 di Daniel Espinosa, inizia cercando di imitare Gravity (i movimenti di macchina fluttuanti che portano con sè il dubbio del montaggio interno digitale piuttosto che la sensazione di long-takes) ed ovviamente, come ogni film del genere, finisce nell’affondare nel paragone con il film che ha dato origine a questo filone: quell’Alien di Ridley Scott che il film vorrebbe in un certo senso citare, ma finisce per scopiazzare riuscendo nell’impresa di banalizzarne concetti e filosofia.
Il film fondamentalmente non è terribile, ma, oltre ad essere derivativo, si organizza in una struttura di montaggio che, soprattutto nel finale, diventa scorretta e confusionaria.
Noi ammiriamo generalmente forme di montaggio che stuzzicano lo spettatore, nascondendo brandelli di informazione, giocando con il processo interpretativo, ma che evitano il ricorso a trucchetti stucchevoli che hanno il solo scopo (spesso non riuscito) di cercare di trasformare qualcosa di assolutamente banale in qualcosa che contenga quell’elemento di sorpresa che purtroppo una cattiva scrittura non è riuscita ad imprimere nella narrazione.
Quando questo succede, in particolare nel finale di un film, non si può che sottolineare come quest’utilizzo del trucchetto di montaggio scorretto vada definito una colpa capitale di un film che sostanzialmente ha poco da dire.
Il fatto che il montaggio sia goffo e confuso e poi cerchi di dare la sensazione che le cose siano andate in una certa maniera, per poi “invertire” la rotta con un colpo di coda cosí palesemente rivolto al tentativo di capovolgere le aspettative che perde di vista ogni possibile funzione concettuale del finale, non rende il film più interessante, ma ci fa domandare perché abbiamo sprecato quasi due ore per guardare qualcosa che non riesce neanche a mettere a fuoco quello che voleva esprimere e lo sacrifica sull’altare di una spettacolarizzazione francamente vuota e snervante.
E tu? Che ne pensi di questo film? Lascia un commento sotto e facci sapere se sei d’accordo o meno con quello che abbiamo scritto.
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